Ho sentito parlare della fisioterapia in acqua: ma in cosa si distingue dalla fisioterapia classica? Chi ha subìto un intervento all’anca, al ginocchio o alla spalla, o è stato vittima di un incidente o di un infortunio e sta approcciandosi alla riabilitazione, spesso si domanda qual è la differenza tra l’idrokinesiterapia e la fisioterapia tradizionale. La principale differenza sta, neanche a dirlo, nell’uso dell’acqua. L’acqua calda che viene utilizzata nell’idrokinesiterapia, infatti, rende l’esercizio riabilitativo più facile e per nulla doloroso grazie al lavoro in scarico. Il paziente, in acqua termale, prende piena coscienza delle possibilità motorie delle proprie articolazioni, rilassa la muscolatura e lavora aumentando notevolmente la mobilità. Oltretutto, l’utilizzo dell’acqua a scopo terapeutico permette di velocizzare i tempi di ripresa per le patologie di origine post traumatica quali contusioni, lesioni tendinee e legamentose, per le patologie post chirurgiche (ricostruzioni legamentose, meniscoctomia, artroprotesi d’anca, ginocchio, spalla), reumatologiche-degenerative e neurologiche. Non va trascurato, poi, l’aspetto psicologico dell’esercizio in acqua. L’esperienza acquatica, infatti, coinvolge notevolmente la sfera intellettiva, psicologica, sensoriale e motoria, portando il cliente a vivere la riabilitazione come fonte di piacere e di benessere. Alle Terme di Bibione vi è un’Area Riabilitativa e di Fisiokinesiterapia d’eccellenza, composta da fisioterapisti specializzati nell’ambito di specifici protocolli riabilitativi personalizzati con finalità rieducative.

 

 

La Riabilitazione mira a massimizzare l’indipendenza funzionale attraverso la stabilizzazione della funzione, la riduzione della disabilità e la prevenzione di complicanze secondarie, attraverso un processo educativo che incoraggia l’indipendenza dell’individuo. In altre parole è un processo di cambiamento attivo attraverso il quale una persona disabile acquisisce e usa le conoscenze e le abilità necessarie per rendere ottimali le proprie funzioni fisiche, psicologiche e sociali.
(Thompson, 1998)

 

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